Decontribuzione

Premi di risultato o premi di produttività

L’art. 5 del D.L. 166/96 prevede benefici contributivi per quelle aziende che, in base a contratti collettivi aziendali, ovvero di secondo livello, corrispondono ai propri dipendenti somme la cui entità sia correlata dal contratto medesimo ad incrementi di produttività, qualità, competitività, vincolati quindi all’andamento economico ed ai risultati ottenuti dall’impresa. Tali erogazioni sono escluse dalla retribuzione imponibile per un importo massimo pari al 3% della retribuzione contrattuale percepita dai lavoratori interessati nell’anno di riferimento. In fase di prima applicazione, tale limite non può superare la misura dell’1%. Per dette somme è previsto l’assoggettamento al contributo di solidarietà pari al 10% ad esclusivo carico del datore di lavoro. Per usufruire di tale beneficio i relativi contratti aziendali dovranno essere depositati presso l’Ufficio Provinciale del lavoro entro 15 giorni dalla data della loro stipulazione.

Questi vanno gestiti così:

  • Creare la voce di cedolino che eroga il premio, con tutte le sue regole (esistono alcune voci già predisposte, con il campo Evento/classificazione impostato a “PRDECA” o “PRDECR“).
  • Alimentare dalla voce l’imponibile per decontribuzione (indicando il codice 104 o 105 in una casella libera – ad esempio IDTot7 – della pagina Imponibili e totalizzatori).
  • Caricare la voce tra le voci ricorrenti dei dipendenti che ne hanno diritto impostando i mesi in cui deve avvenire l’erogazione, altrimenti richiamare la voce a mano direttamente dal cedolino.
  • In alternativa alle voci ricorrenti è possibile configurare una tabella aziendale (“Archivi” – “Azienda” – “Premi decontribuiti”) che consente di definire particolari modalità di erogazione (mediante la personalizzazione degli importi, dei mesi in cui effettuare l’erogazione, del calcolo delle rate stessa da erogare) associabili a uno o più dipendenti mediante l’indicazione del codice della tabella nell’inquadramento del dipendente stesso.

Elementi retributivi contrattuali

Un caso particolare è costituito dalla decontribuzione degli elementi retributivi contrattuali (ad esempio l’Elemento Economico Territoriale del settore Edile o Artigiano). In questo caso l’elaborazione si complica nel caso in cui l’elemento decontribuito risulti già compreso nella formazione delle basi retributive (utilizzate per la valorizzazione della maggior parte delle voci).

In questo caso bisogna utilizzare una voce che operi uno storno sugli imponibili (101 e 117) e una voce che operi la ventilazione sull’imponibile decontribuibile (104 o 105). Le voci devono essere due (al posto di un`unica voce) in quanto le due operazioni sono di segno opposto e le totalizzazioni avvengono in base alla flag competenza/ritenuta.

Una soluzione più agevole consiste nell’erogare l’E.E.T. direttamente nel corpo del cedolino senza includerlo nelle basi retributive, ventilandolo direttamente nell’imponibile 105 e nell’imponibile fiscale (81).

Modalità operative

Come viene eseguito il calcolo del tetto decontribuibile

E` opportuno chiarire come il programma esegue il calcolo del tetto decontribuibile.
Ad ogni erogazione di una somma decontribuibile viene applicata la formula diffusa dall’Inps con la circolare n.12 del 20 gennaio 2000:

        R + E
   X = -------
         34
dove:
   X = erogazione da assoggettare a decontribuzione;
   E = erogazione complessiva;
   R = retribuzione contrattuale imponibile dell'anno esclusa l'erogazione E.

Le variabili E ed R considerano soltanto gli importi già erogati in precedenza e quelli che si stanno erogando nel mese, senza effettuare proiezioni future.
Ad ogni erogazione, pertanto, il tetto annuale viene riderminato sulla base dei nuovi valori complessivi (che vanno via via crescendo), mentre il tetto mensile è calcolato come differenza tra il tetto annuale e le quote già decontribuite. Qualora il tetto mensile risulti negativo (è il caso in cui il dipendente ha già decontribuito un importo superiore al tetto annuale), il tetto mensile verrà posto a zero e non vi sarà alcuna decontribuzione nel mese. In sede di conguaglio verrà recuperata l’eventuale quota decontribuita in eccesso.

Come erogare un’importo decontribuibile

Esistono 2 imponibili che fanno scattare la decontribuzione:

  • 104” = Impon.decon./sogg.tetto (soggetto alla verifica del tetto decontribuibile)
  • 105” = Impon.decon./no tetto (non soggetto alla verifica del tetto e quindi interamente decontribuito)

Basta che una voce qualsiasi abbia la ventilazione su uno di questi imponibili per ottenere l’applicazione della decontribuzione con tutti i calcoli ad essa connessi (verifica del tetto, conguaglio nel mese di dicembre, ecc.)
In sede di conguaglio anche le erogazioni convogliate nell’imponibile 105 subiscono la verifica del tetto decontribuibile.

Va precisato che la ventilazione di una voce nel totalizzatore 104 (o 105) esclude che la stessa possa essere ventilata in qualsiasi altro imponibile previdenziale, incluso l’imponibile Inail. Pertanto, nella voce non vanno indicati anche i totalizzatori 101 (imponibile sociale) e 117 (imponibile inail), perchè causerebbero una doppia ventilazione.

Le voci “1801” e “1802“, in alternativa alle voci predisposte dall’utente, permettono comunque di erogare un importo generico assoggettandolo a decontribuzione.

A differenza degli imponibili 104 e 105 che sono alimentati dalle voci predisposte dall’utente, gli imponibili seguenti vengono generati automaticamente dalle operazioni di conguaglio:

  • 185” = Diff. Impon. Solid. Inps su Decon. – M931
  • 186” = Rec. Impon. Solid. Inps su Decon. – L931
  • 187” = Diff. Impon. Solid. Inps su Decon. AP – M931
  • 188” = Rec. Impon. Solid. Inps su Decon. AP – L931

Come le voci generano la decontribuzione e come la conguagliano

Nelle erogazioni mensili vale quanto già detto nel paragrafo precedente.
In sintesi, la voce con cui erogo l’importo decontribuibile DEVE avere la ventilazione o sul totalizzatore “104” (che decontribuisce controllando il tetto mensile) oppure sul totalizzatore “105” (che decontribuisce ignorando il tetto mensile).
La presenza del totalizzatore 104 e/o 105 fa scattare le voci “1806” (“Importo decontribuito“, che alimenterà il totalizzatore 190 assoggettandolo al contributo di solidarietà) e “1807” (“Importo non decontribuito“, che alimenterà i totalizzatori 101 e 117 assoggettandolo a contribuzione ordinaria).

In sede di conguaglio viene sempre applicato il tetto annuale e generate le voci che lo documentano:

  • 1811” = “Retr. eff. per tetto/cng.decon.”
  • 1812” = “Tetto decontribuibile/cng.decon.”
  • 1814” = “Somme gia` decontribuite/cng.decon.”

Vengono anche generate le voci relative ai contributi conguagliati, che differiscono a seconda chhe il conguaglio rilevi un uletriore importo da decontribuire oppure un importo da assoggettare a contribuzione ordinaria con conseguente recupero della solidarietà versata in eccedenza.
Se risulta un ulteriore importo da decontribuire scattano le seguenti voci:

  • 1815” = “Diff. importo decontribuibile/cng.decon.”
  • 1818” = “Rec. importo ctr. ord./cng.decon.”

Se risulta un importo da assoggettare a contribuzione ordinaria scattano le seguenti voci:

  • 1816” = “Diff. importo ctr. ord./cng.decon.”
  • 1817” = “Rec. importo decontribuibile/cng.decon.”
  • 1819” = “Rec. Ctr. Solid. Deb. – M931/cng.decon.”

Da notare che la voce “1819” scatta per poter generare un corretto recupero della solidarietà versata in eccedenza, operazione che non può essere effettuata ventilando la voce 1817 sul totalizzatore 186 per l’incompatibiltà tra il segno della voce (Ritenuta) e quello della ventilazione (che deve essere positiva). Per questo la ventilazione dell’importo sul quale recuperare il contributo di solidarietà versato in eccedenza viene eseguita dalla voce “1819” che alimenta il totalizzatore “186“.

Come assoggettare a decontribuzione un importo già erogato e assoggettato completamente a contribuzione ordinaria

La voce “1802” permette di assoggettare a decontribuzione una quota erogata in precedenza e assoggettata a contribuzione piena. Questa voce dovrà essere caricata manualmente dall’operatore.

In questo caso, il calcolo del cedolino opererà nel modo seguente:

  • Genererà automaticamente la voce “1810” per stornare completamente l’importo decontribuibile dall’imponibile previdenziale (a cui era stato sommato al momento dell’erogazione vera e propria);
  • Assoggetterà a decontribuzione tutto l’importo senza verifica del tetto;
  • Procederà a conguagliare il tutto attivando il controllo sul tetto annuo e generando le voci relative alle eventuali differenze da conguagliare.

Come gestire manualmente il conguaglio relativo alla decontribuzione

E` possibile anche procedere al conguaglio manuale degli importi decontribuiti, senza passare per gli automatismi del calcolo cedolino. Basta caricare nel cedolino una “differenza di imponibile” con una delle seguenti voci (a seconda se il conguaglio genera una quota aggiuntiva da decontribuire o una quota di contribuzione piena da recuperare):

  • 1830” = “Diff. importo da decontribuire – M931”
  • 1840” = “Rec. importo non decontribuibile – L931”

Queste voci genereranno in cascata rispettivamente le voci “1831“, “1832” e “1833“, o le voci “1841“, “1842” e “1843“.

Storici utilizzati in sede di conguaglio delle erogazioni decontribuite

  • 1000” = “Imponibile Inps” (per il calcolo della retribuzione effettiva ai fini el tetto decontribuibile)
  • 1311” = “Importo decontribuito”
  • 1312” = “Importo non decontribuito” (già compreso nello storico 1000, “Imponibile Inps”)

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