Lavoratore intermittente o a chiamata: configurazione

Introdotto dal D.Lgs. n. 276/2003 è definito contratto di lavoro intermittente (o “a chiamata”) quello mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa per periodi non continuativi, anche a tempo determinato. Nel periodo in cui il lavoratore è a disposizione del datore di lavoro, in attesa di utilizzazione, gli viene erogata una specifica indennità di disponibilità. La disciplina legale del lavoro intermittente non pregiudica l’applicazione delle clausole dei contratti collettivi già in vigore alla data del 24 ottobre 2003 regolanti l’esecuzione di prestazioni di lavoro intermittente o a chiamata (D.M. 23 ottobre 2004).

Inquadramento del rapporto di lavoro

  • Indicare nel campo “Tipo di dipendente” presente nell’inquadramento del dipendente il valore “12“, cioè “lavoro intermittente“.
  • Indicare nel campo “Tipo Rapporto di Lavoro” i valori “1” oppure “2” a seconda che il contratto sia a tempo indeterminato o determinato.
  • Indicare nel campo “Tempo parziale” presente nell’inquadramento del dipendente la tipologia “PI“, cioè “lavoro intermittente (assimilato al part-time)“.
  • Indicare nel campo “Ore sett. tempo parz.” il numero di ore settimanali nelle quali verrà prestata l’attività lavorativa, con riferimento agli accordi che regolano il contratto a chiamata.
  • Indicare nel campo “Perc. tempo parziale” la percentuale di lavoro prestabile rispetto alle ore settimanali contrattuali. La percentuale non viene esposta nel flusso Uniemens, ma è necessaria per riproporzionare il valore dei ratei di tredicesima e quattordicesima che vengono liquidati ogni mese. Qualora non si intenda riproporzionare i ratei indicare 100%.

Inquadramento previdenziale ai fini Inps

  • Indicare nel campo “Sigla DM/10 Inps” uno dei seguenti valori: “1G0“, “2G0“, “1H0“, “2H0
  • Indicare nel campo “Tipo contribuzione” uno dei seguenti valori: “G0” oppure “H0

 Configurazione per la maturazione dei ratei

  • Verificare che il CCNL associato al dipendente a chiamata (o interinale) abbia le tabelle di gestione delle retribuzioni differite predisposte appositamente per questa tipologia di rapporto di lavoro. Se il CCNL ancora non le annovera, esiste una tabella prototipo per ciascuna retribuzione differita nel CCNL 9999: basta copiare quello che serve nel contratto interessato e riconfigurare, se serve, le quantità del maturato mensile e annuale.
  • Una volta predisposto il CCNL, collegare il dipendente alle tabelle di maturazione dei ratei riservate ai lavoratori a chiamata.

Elaborazione busta paga

  • Una volta preparato il cedolino, valorizzare in pag. “Input Tempi” la voce TH12 indicando le ore lavorate dal dipendente intermittente nel mese, le quali determineranno la maturazione e la liquidazione dei ratei.
  • Retribuire le ore a chiamata con una voce a ore che alimenti il TFR (Esempio: voce 0003).
  • L’elaborazione del cedolino genererà le voci relative alla maturazione dei ratei rapportandole alle ore di lavoro e contestualmente liquiderà i ratei maturati.
  • Qualora fosse necessario indicare l’assenza di chiamate nel mese utilizzare la voce 9991 Lavoratore a chiamata senza chiamate nel mese.

Nell’Uniemens, per il lavoratore intemittente, devono essere dichiarate le settimane utili che derivano dalla valorizzazione della voce TH02 nel cedolino. Il dato relativo alle settimane utili in cedolino è dato dalla voce TS02 che è il fondamento del calcolo per gli studi di settore per cui “Per i lavoratori a tempo parziale e per i lavoratori “intermittenti”, ancorché trattasi di rapporti di lavoro a tempo pieno, identificati dal <TipoContribuzione> G0, H0, G1 o H1, va indicato il numero delle settimane utili ai fini della misura delle prestazioni pensionistiche determinate dividendo il numero di ore complessivamente retribuite nel mese per l’orario contrattuale settimanale del corrispettivo lavoratore a tempo pieno.”

Riferimenti normativi

  • Decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276 – Attuazione delle deleghe in materia di occupazione e mercato del lavoro, di cui alla legge 14 febbraio 2003, n. 30.
  • Decreto legislativo 6 ottobre 2004, n. 251 recante disposizioni modificative e correttive del decreto legislativo 10 settembre 2003, n. 276
  • Circolare Inps n.17 dell’8 febbraio 2006
  • D.M. 10 marzo 2004: fissata l’indennità di disponibilità per i lavoratori intermittenti

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